La costa settentrionale
| La costa nord dell'isola si caratterizza per la bellezza delle spiagge bianche, circondate e protette dalla barriera corallina, piccolo paradiso per il turista in cerca di riposo e tranquillità. A disposizione di chi invece cerca un clima più mondano, ecco schiudersi le porte degli innumerevoli locali che si susseguono lungo il litorale e che hanno guadagnato alla regione la fama di Saint Tropez mauriziana. A completare le bellezze del nord i bellissimi giardini di Pamplemousses, famosi in tuttol'OceanoIndiano fin dal '700 e meta di vivo interesse per botanici e semplici visitatori. |
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Da visitare
Baie aux Tortues et de l'Arsenal
Deve il doppio nome alle tartarughe marine che qui si recavano per deporre le uova e all'arsenale francese, ora in rovina, la cui struttura è attualmente inglobata nella proprietà dell'Hotel Mariti
Pamplemousses
La cittadina deve la sua meritata fama ai Royal Botanic Gardens. Il parco, creato nel 1735 dal governatore Mahé de La Bourdonnais, ebbe da allora fortune alterne, fino al 1849, anno in cui un orticoltore inglese, James Duncan, lo rilevò piantandovi un gran numero di palme, tuttora visibili. All'ingresso si fronteggiano una bellissima cancellata in ferro battuto e la chiesa più antica dell'isola, San Francesco, costruita nel 1756.
All'interno più di 500 specie, alcune delle quali davvero rare, come la Talipot palm ( Corypha Umbraculifera ) che solo dopo 50 anni germoglia con un'infiorescenza composta da tantissimi piccoli fiori, per una lunghezza di circa 5 metri, destinata ad appassire dopo poco tempo. Una delle principali attrattive è costituita dalle gigantesche ninfee della specie Victoria Regia , native dell'Amazzonia: un fiore bianco si schiude di giorno dal centro di un'enorme foglia, e si richiude il giorno dopo avendo nel frattempo assunto un colore rosso. Si può ammirare anche una ficus religiosa di 200 anni oltre a numerosi esemplari di bambù dorato, di alberi della gomma e, per Natale, un albero con foglie a forma di crocifissi. Aromi e profumi giocano un grande ruolo nel fascino di questi luoghi: zenzero, cannella, noce moscata, canfora e sandalo riempiono l'aria di note fragranti ed esotiche. E' possibile, inoltre, avvistare cervi di Giava e tartarughe giganti.
L'orto botanico ospita anche una galleria d'arte e un cimitero.
Poudre d'Or
Zona celebre per il naufragio del 1744 del veliero Saint Geran, ricordato da un obelisco ma soprattutto per essere stato immortalato nel famosissimo libro Paul e Virginie di Bernardin de Saint Pierre. Di fronte alla costa, le due isolette d'Ambre e Bernache
Le località
Baie du Tombeau
Si tratta di una baia molto allungata, ribattezzata a causa dei numerosi naufragi avvenuti sul tratto di barriera antistante, il più famoso dei quali fu quello dell'ammiraglio Peter Both della Dutch East India Company. Qui si svolse anche la battaglia navale di La Preneuse nel 1799.
Cap Malheureux
Spostandosi verso est da Grand' Baie, si incontra il villaggio di Pereybère e subito dopo Cap Malheureux, il punto più a nord dell'isola. Questa spiaggia, ora soprattutto meta di giovani, è stata il punto di sbarco degli inglesi nel 1810 durante le manovre dell'attacco a Port Louis. Nelle vicinanze, a Goodlands, si trova Historic Marine, la famosa fabbrica di modellini di navi, meta di collezionisti da tutto il mondo.
Al largo della costa, si staglia il profilo di quattro piccole isole: Coin de Mire, il cui nome deriva dalla sua rassomiglianza con l'angolo di mira di un cannone; Ile Plate, sede di un faro e di un piccolo cimitero del secolo scorso (qui venivano raccolte le navi in quarantena). L'isola e l'isolotto ad essa satellite, Gabriel, sono racchiusi dalla barriera corallina. Su Ile Ronde si può incontrare il fetonte, una sorta di lucertolone piatto, tipico dell'isola, e varie specie di gechi e serpenti, che invece non si trovano nell'Ile aux Serpents che, malgrado il nome, non ospita rettili ma una gran varietà di uccelli.
Grand' Baie
Tale è l’estensione di questa baia, che le sue estremità arrivano quasi a racchiudere le acque a cerchio. All’interno, un porto accoglie le imbarcazioni da diporto: da semplice villaggio di pescatori, ora è infatti diventata uno dei principali centri turistici dell’isola.
Punto di ritrovo per sommozzatori e appassionati di immersioni, le sue splendide spiagge sono tra le mete preferite di amanti del surf e del windsurf, e durante la notte il divertimento è assicurato dai diversi club (dove è possibile ascoltare dell’ottima musica) e locali nati negli ultimi anni.
Pointe aux Canonniers
Lingua di terra poco a nord di Trou aux Biches, dà sulla splendida spiaggia di Mont Choisy, una delle più famose dell’isola, che si specchia in una laguna dalle acque a dir poco cristalline. Sulla punta della penisola si trovano i resti di un vecchio faro. Il nome deriva dai cannoni della guarnigione francese, tuttora visibili.
Trou aux Biches
Il nome di questo piccolo centro, un tempo villaggio di pescatori, sembra dovuto al fatto che qui venivano ad abbeverarsi le femmine dei cervi; curiosamente a Curepipe esiste il suo parallelo, Trou aux Cerfs, per gli esemplari maschi.
A pochi chilometri dal villaggio l'imperdibile Blue Safari Submarine: un sottomarino si immerge a oltre 30 m di profondità, alla scoperta delle incredibili meraviglie faunistiche e della barriera corallina dell'Oceano Indiano.




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